Direttrice e Strength Trainer
Atleta della Nazionale italiana di Powerlifting, pluricampionessa italiana di categoria, detentrice di più record italiani e titoli internazionali, nonché arbitro ufficiale della Federazione Italiana di Powerlifting (FIPL-EPF-IPF). Co-autrice di numerosi articoli per note riviste e siti web.

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Ho sempre avuto due grandi passioni nella vita, scrivere e sollevare peso. Ad essere sincera è nato prima l’amore per la scrittura, credo fin da ragazzina. Amare qualcosa non significa eccellere in quel qualcosa, un po’ come quando si dice di amare qualcuno, penso ad un figlio ad esempio, che è un amore unico e incondizionato anche se non è il migliore dei figli. La stessa cosa vale per una passione che ti senti addosso e che vivi attorno alla tua vita o ne fai, come nel mio caso, la tua vita. Arriva. Forse ci nasci. Ce l’hai. Anche se non sei il migliore in quella passione, anche se non sei l’eccellenza, continui a viverla perché è parte di ciò che sei. Diverso invece il talento che getta il seme per l’eccellenza. Ma se non nasce anche la passione, difficilmente avrà un futuro. Quindi passione o talento? Bella domanda. Diciamo che nascere con il talento, e sentire passione, è una grandissima fortuna. Io non credo di avere, per nessuna delle mie due grandi passioni, un gran talento. Ma la passione può molto, anche da sola.

Scrivere è un dono che va oltre la cultura e la conoscenza. Scrivere è la capacità di saper dare un ruolo alle parole, di saper dar senso ad un ragionamento senza spegnere la magia del suono che le parole sanno modulare tra i pensieri e le immagini. E’ un monologo interiore privato ed intimo ed è per questo che, tra le due, è la passione che ho vissuto come qualcosa di solamente mio.

Serve forza per esprimere la propria interiorità, quella stessa forza che bisogna costruire piano piano dentro di noi, in ogni modo, per poter affrontare le avversità della vita. Non ho ancora ben capito se la miccia che ha innescato la mia esistenza sia stata data dalla “forza dentro” facendomi costruire, giorno dopo giorno, “forza fuori”, oppure l’esatto contrario. So con certezza però, che ad un certo punto del percorso la forza interiore si alimentava da quella esteriore e viceversa. So che ogni aspetto della mia fisicità prendeva forma dalla volontà e la volontà dal corpo. So che la “forza fuori” assume un aspetto caparbio e indipendente. So che la “forza dentro” assume i colori dell’autostima, della resilienza, dello spessore umano. E non saprei come chiamare tutto questo se non bellezza.

ELISA VINANTE - CAMPIONESSA MONDIALE DI POWERLIFTING